Il cuore grande dei pizzaioli: la pizza come simbolo di rinascita e solidarietà

Nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, il territorio dell’Abruzzo è stato sconvolto da un devastante sisma che ha distrutto la città di L’Aquila e i comuni limitrofi. La tragedia ha causato quasi 300 vittime, migliaia di feriti e una vastissima comunità di sfollati. Di fronte a questo dramma, l’intera nazione si è mobilitata, e la risposta del mondo dei pizzaioli non si è fatta attendere.

Il portale www.pizza.it, guidato dalla Pizza.it School di Capodarco di Fermo, è diventato in poche ore il centro nevralgico dei soccorsi della categoria. Il titolare, Umberto Bachetti, ha lanciato un appello che ha generato un’ondata di solidarietà spontanea senza precedenti. “Nel giro di pochissimo tempo, il nostro forum di Pizza.it è stato letteralmente sommerso di messaggi”, racconta Bachetti. “I maestri dell’arte bianca da ogni angolo d’Italia volevano partire per i luoghi della tragedia, decisi a dare il proprio contributo offrendo ciò che sanno fare meglio: una pizza calda.”

“L’adesione è andata oltre ogni aspettativa: abbiamo ricevuto più di 400 email da parte di professionisti pronti a mettersi in viaggio. Il grido collettivo era uno solo: andare in Abruzzo ad aiutare la popolazione. Non c’era tempo da perdere, bisognava organizzarsi immediatamente.”
Guarda le testimonianze video:
📹 Video 1: Pizzaioli volontari e la Protezione Civile di Roma
📹 Video 2: L’impegno dei volontari e l’arrivo dei pizzaioli calabresi nella tendopoli di Arischia
📹 Video 3: Un momento di gioia – Bambini a scuola di pizza nella tendopoli di San Vittorino
Un’organizzazione complessa in un contesto di emergenza
Coordinare una simile macchina di aiuti nel pieno dell’emergenza non è stato facile. Tra le circa 180 tendopoli nate sul territorio, il gruppo di Pizza.it ha trovato accoglienza presso il campo di San Vittorino (situato a circa 6 chilometri da L’Aquila), gestito dal Comune di Roma e dalla Protezione Civile, con una capienza di 600 posti.

“Potevamo contare su una rete straordinaria”, continua Bachetti. “I 400 volontari provenivano da quasi tutte le regioni d’Italia – dal Piemonte alla Sicilia, dalla Puglia alla Valle d’Aosta – e perfino dal Belgio. Le aziende del settore si sono mobilitate subito, mettendoci a disposizione ben 49 forni professionali.”

Anche la catena delle materie prime ha risposto con generosità: sono arrivati in Abruzzo ben 10 quintali di mozzarella forniti da produttori e artigiani, insieme a 14.000 cartoni per l’asporto donati da Sifa S.p.a. di Macerata e da Pizzarespira.
I primi presidi sono diventati operativi il 21 aprile. Per non gravare sulla rete elettrica locale già compromessa, sono stati installati due forni alimentati a legna, quest’ultima fornita direttamente dalla Protezione Civile. L’iniziativa ha riscosso un successo immediato, regalando un pizzico di calore e normalità alle famiglie del campo.
I ritmi di lavoro sono stati serrati fin da subito: turni da 9 persone hanno permesso di sfornare oltre 600 pizze già nella prima giornata. I forni sono rimasti accesi fino a notte fonda, sfidando le temperature rigide delle serate abruzzesi.

“Nei giorni successivi l’iniziativa si è allargata”, spiega Umberto Bachetti. “Grazie alle camionette della Protezione Civile, le pizze calde sono state distribuite anche nei campi vicini, raggiungendo le zone più colpite, come il borgo di Onna.”
La gratitudine degli sguardi: un piccolo pezzo di normalità
L’entusiasmo dei volontari è stato ampiamente ripagato dai sorrisi dei residenti in coda davanti all’area ristoro. Offrire una margherita appena sfornata non significava soltanto distribuire del cibo, ma regalare un momento di svago e di condivisione comunitaria in un momento in cui la vita quotidiana era stata completamente stravolta.

Per non pesare sulla macchina dei soccorsi, i pizzaioli si sono adattati a condizioni di forte disagio logistico, dormendo nelle proprie tende, in camper o in auto. Le difficoltà sul campo sono state notevoli: oltre al freddo intenso dei primi dieci giorni, le piogge persistenti hanno trasformato il terreno in un pantano, rischiando di far affondare i pesanti forni. Solo il tempestivo intervento della Protezione Civile, che ha stabilizzato l’area con della ghiaia, ha permesso di proseguire l’attività.
La straordinaria operazione di solidarietà ha ricevuto anche il plauso delle istituzioni ufficiali, tra cui il ringraziamento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha voluto elogiare personalmente l’impegno profuso da tutti i ragazzi della rete di Pizza.it a favore della popolazione sfollata.
I momenti intensi ed emozionanti non sono mancati durante questa indimenticabile esperienza…
