Alice Pizza, il celebre marchio italiano leader indiscusso nel settore della pizza al taglio, passa ufficialmente di mano

Il panorama del foodservice e del fast casual italiano registra una delle operazioni di mercato più significative dell’anno.
Alice Pizza, il celebre marchio italiano leader indiscusso nel settore della pizza al taglio, passa ufficialmente di mano. È stato infatti siglato un accordo vincolante per la cessione del 100% delle quote societarie a un consorzio guidato da Made in Italy Fund II (il veicolo di private equity gestito da Quadrivio & Pambianco) e da Capdesia Group, una società di investimento britannica fortemente specializzata nel comparto del foodservice a livello europeo [Borsa Italiana]. L’operazione segna la conclusione di un importante ciclo di crescita e l’inizio di una nuova fase strategica volta al consolidamento internazionale.
I dettagli dell’accordo e la struttura dell’operazione

L’operazione prevede il disinvestimento totale da parte di Green Arrow Capital, primario operatore indipendente nei private markets in Italia, che controllava indirettamente circa il 70% di Alice Pizza attraverso il fondo Taste of Italy (originariamente nel perimetro di DeA Capital Alternative Funds SGR e successivamente integrato nei fondi alternativi di Green Arrow).
Insieme al fondo istituzionale, esce definitivamente dall’azionariato anche la famiglia fondatrice — rappresentata da Domenico, Luna e Lorenzo Giovannini —, che deteneva la restante quota del 30% del capitale sociale .
Il perfezionamento dell’acquisizione, ovvero il closing finanziario dell’operazione, è previsto per l’inizio di settembre 2026 . Tra i co-investitori che hanno preso parte alla transazione figura anche Pergolesi, un veicolo d’investimento controllato dai fondi internazionali CVC, già azionista di controllo della nota catena La Piadineria . Questo dettaglio accende i riflettori su potenziali ed evidenti sinergie industriali e operative all’interno del mercato del fast casual italiano ed europeo.
La parabola di crescita sotto la gestione Green Arrow Capital
L’ingresso del fondo Taste of Italy nel capitale di Alice Pizza risaliva al 2019. In quel momento, la catena contava già una presenza radicata sul territorio, ma l’apporto del private equity ha impresso un’accelerazione decisiva al modello di business. Nel corso di circa sette anni di gestione, l’azienda ha vissuto una profonda trasformazione manageriale, strutturando l’organizzazione e potenziando la scalabilità del proprio formato retail.
Sotto la guida dell’amministratore delegato Claudio Baitelli, confermato al timone, il marchio ha superato la soglia dei 200 punti vendita diffusi non solo in Italia ma anche all’estero, consolidando un fatturato e volumi di vendita in crescita costante. Il successo si è basato sulla standardizzazione del processo produttivo abbinata al mantenimento della qualità artigianale del prodotto: l’impasto a lunga lievitazione e la cottura in teglia rimangono i pilastri della proposta gastronomica, pur inseriti in una catena logistica e operativa industriale estremamente efficiente.
I dettagli completi sulla transazione finanziaria sono stati analizzati e riportati in tempo reale dalle principali agenzie di stampa nazionali, tra cui la nota di ANSA e l’approfondimento economico pubblicato da Il Sole 24 Ore che hanno sottolineato il valore del percorso di sviluppo compiuto.
I nuovi acquirenti e la strategia per il futuro
L’unione delle forze tra Made in Italy Fund II e Capdesia Group risponde a una precisa logica di espansione globale. Made in Italy Fund II, focalizzato sulla valorizzazione delle eccellenze italiane nei settori del lifestyle, del food e della moda, apporta un know-how specifico nella promozione del marchio italiano. Dall’altra parte, Capdesia Group garantisce una competenza verticale e internazionale nel mondo della ristorazione a catena.
I piani strategici delineati dalla nuova proprietà si concentrano su tre macro-aree fondamentali:
1. Espansione geografica globale: il focus si sposterà progressivamente verso l’internazionalizzazione, puntando a rafforzare la presenza del marchio nei mercati strategici di Europa, Asia e Stati Uniti.
2. Digitalizzazione e innovazione: sono previsti massicci investimenti nell’infrastruttura tecnologica, ottimizzando i canali di vendita digitali, i servizi di consegna a domicilio e i programmi di fidelizzazione dei clienti.
3. Sinergie di scala: la vicinanza azionaria con realtà consolidate del foodservice, come La Piadineria, permetterà di ottimizzare gli acquisti, la supply chain e lo sviluppo immobiliare nei centri commerciali e nelle aree urbane ad alto traffico.
Come evidenziato dall’articolo tecnico di Retail Food, la condivisione di piattaforme operative con altri colossi del settore rappresenta una leva formidabile per incrementare i margini operativi e accelerare le aperture di nuovi store in franchising e a gestione diretta.
Le dichiarazioni dei protagonisti
I vertici aziendali e i rappresentanti dei fondi coinvolti hanno espresso grande soddisfazione per la chiusura dell’accordo. Stefano Caspani, Managing Director di Taste of Italy per Green Arrow Capital, ha sottolineato come il percorso di Alice Pizza rappresenti un esempio concreto di creazione di valore attraverso una crescita sostenibile e un’organizzazione manageriale impeccabile
Anche l’amministratore delegato Claudio Baitelli ha ribadito la solidità del format, evidenziando che l’autenticità del prodotto e l’affidabilità del modello operativo rimarranno centrali anche in questa nuova fase di espansione globale. Per un quadro finanziario complessivo e per comprendere l’impatto di questa cessione sul mercato dei capitali italiano, è possibile consultare i dettagli macroeconomici riportati su Repubblica Finanza e l’analisi sul valore del brand pubblicata nell’inchiesta di Today.
Conclusioni
La vendita di Alice Pizza a Made in Italy Fund II e Capdesia Group fotografa perfettamente l’attuale dinamismo del comparto food retail italiano. La cucina e i formati tradizionali del nostro Paese continuano ad attrarre forti capitali esteri e istituzionali, confermando che l’abbinamento tra tradizione artigianale e scalabilità finanziaria rappresenta una formula vincente sui mercati globali. Con oltre 200 punti vendita di partenza e un solido piano di investimenti digitali e internazionali, Alice Pizza si appresta a vivere un capitolo che potrebbe trasformarla in una multinazionale del fast casual.
