Olio d’oliva, in Italia aumenta l’import

Momento di difficoltà per l’olio extravergine di oliva italiano. Se nelle scorse settimane avevamo annunciato con grande piacere l’aumento nei consumi di olio Dop, ora dobbiamo segnalare una notizia sicuramente meno positiva.
Nel rapporto di produzione e vendita 2006-2007, la bilancia commerciale ha fatto registrare un saldo decisamente negativo: 211 mila tonnellate e 214 milioni di euro in meno nel 2007 rispetto al 2006. Le ragioni della flessione, a detta del direttore di Unaprol Ranieri Filo della Torre, sono molteplici, a partire dalla pessima annata di produzione, fino all’aumento delle olive importate a basso costo da altri Paesi. Tra questi, fanno la parte del leone la Spagna con oltre il 50% delle quote di import, la Tunisia con il 22%, la Grecia con il 18% e la Siria con poco più del 2%. Inoltre, l’import di extravergine ha segnato un aumento del 28%, attestandosi al 70% dell’import totale.
Il problema grosso, secondo il presidente del Consorzio Olivicolo Italiano Massimo Gargano, è che l’olio importato viene comunque imbottigliato come Made in Italy, andando a favorire chi utilizza di olive a basso costo per aumentare i profitti (a discapito della qualità), e penalizzando chi ha intrapreso la strada della certificazione e della difesa dell’eccellente produzione nazionale.
Anche per questo l’Italia segna una flessione del 17% nella produzione europea, andando a rappresentare solo più il 23% dell’intera produzione comunitaria.
A detta di Gargano, a questo punto diventano sempre più urgenti modificazioni all’attuale regolamentazione Ue, per favorire lo sviluppo di un comparto che da sempre è uno dei nostri fiori all’occhiello. Per il bene della nostra tavola e della nostra alimentazione.

Redazione Pizza.it

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