Sembrano essersi spenti i riflettori attorno al caso delle cosiddette ‘monnezzarelle’, venutosi a creare dal timore di alcuni paesi asiatici di ricevere prodotti italiani alterati nei valori della diossina. E dopo il clamoroso blocco cinese all’importazione di mozzarella di bufala, ora sembra essere tornata la calma.
Anche le autorità coreane riapriranno il mercato pur manterranno un divieto di importazione sui soli 25 caseifici nei quali sono stati trovate tracce di diossina superiori alla soglia consentita.
«Si tratta tuttavia – ha precisato il Ministro – di un divieto di importazioni che non implica danni commerciali di alcuna portata, non avendo questi 25 caseifici mai commercializzato i propri prodotti in Corea del Sud»
Calma dopo la tempesta, si potrebbe affermare adesso. La Coldiretti nei giorni passati ha infatti quantificato i danni – stimati in circa 500 milioni di euro –, i produttori hanno mostrato la loro preoccupazione per i risvolti che le polemiche potrebbero continuare ad avere, mentre ora è il turno della Fedagri-Confcooperative che, per bocca del suo presidente Paolo Bruni, e in rappresentanza di tutta la cooperazione agroalimentare, chiede maggiore autonomia delle istituzioni italiane nel difendere con più decisione i prodotti nazionali dalle insidie del mercato estero.
“Quello che più mi interessa è dire al prossimo governo che bisogna osare di più in Europa, essere intransigenti nella difesa delle distintività e dei valori delle nostre produzioni, alzare i toni in difesa del Made in Italy” ha dichiarato Bruni a QN, aggiungendo che “questa Europa a 27, dove trionfa sempre il compromesso, dove dominano la tecnocrazia e la burocrazia, non può essere la negazione dei primati, delle nostre tradizioni”.
Parole dure, quelle del presidente di Concooperative, che però sono esemplificative di una situazione che si protrae ormai da molti anni, dalla querelle sulle quote latte fino all’ultima vicenda del vino adulterato.
La speranza è che vengano ascoltate anche a Bruxelles dove, nel rispetto delle regole comunitarie, si giunga ad una sempre maggiore tutela delle straordinarie peculiarità d’Italia, dalla mozzarella di bufala fino al prosciutto di Parma.
Redazione Pizza.it